QUANDO LA CONCERIA FA STORIA

 L’  “ Associazione Storico Culturale  Giulietta e Romeo “ di Montecchio Maggiore, è un gruppo di rievocazione storica  nato 16 anni fa grazie alla lungimirante intuizione di Oriella Paccanaro e del compianto Enrico Cornedi.

Si occupa di rivivere l’epoca tardo medievale nel nostro territorio rievocando le sfortunate vicende di Giulietta ed del suo innamorato Romeo. Il gruppo è associato al Cers ( Consorzio   europeo di rievocatori storici) ed è   uno tra i più quotati gruppi a livello regionale, attivo in ambito nazionale ed europeo ad animare avvenimenti e rievocazioni storiche.

A presentarlo nelle sue uscite, le performance degli Sbandieratori che con i loro abiti colorati si esibiscono in volute e giochi che ai più potranno sembrare strani, ma che rappresentano vere e proprie acrobazie previste in un copione riconosciuto a livello internazionale e comunque frutto di continui allenamenti. Sono accompagnati da un gruppo di percussionisti che noi chiamiamo

Tamburi”. Anche le loro esibizioni sono frutto di un copione studiato nei minimi dettagli, frutto di un allenamento costante per arrivare ad accompagnare gli sbandieratori al meglio.

Nelle grandi occasioni e non può essere altrimenti, i “ Nobili “ fanno la loro comparsa.

E, guardate bene, sono veramente dei nobili. Sfoggiano vestiti frutto di uno studio accuratissimo da parte delle nostre sarte. Vestiti che sono presi dalla iconografia del tempo , riprodotti con stoffe e tecniche quanto più fedeli all’epoca.

Ma il suo punto di forza è costituito dal   “ Mercato” vera e propria riproposizione di quel che poteva essere il mercato popolano nel basso medioevo. Per noi rievocare vuol dire presentare al pubblico quel che siamo, come siamo, ciò che produciamo o ricostruiamo, attrezzature, strutture, abiti, suppellettili, materiali  d’uso comune e quant’altro, il più fedelmente possibile rispetto  alla realtà dell’epoca.

Consta di 13 banchi ai quali se ne aggiungeranno altri nel breve. C’è il  ramaiolo che propone interessanti realizzazioni in rame battuto, dall’oggettistica fino ad oggetti d’arredo; famosa è la

cintura di castità” che desta sempre la curiosità femminile. La ceramista che crea tantissimi e coloratissimi oggetti molto graziosi esclusivamente frutto della sua arte; la cartomante che porta tanta gioia a chi ne ha bisogno. Lo scalpellino che dalla pietra fa emergere decori nella più pura arte classica; il tintore e che usa erbe, legni e polveri magiche per conferire alle stoffe colori pacati e delicatissimi. La “ sarta” che crea abiti cappelli, bambole e tanto altro con stoffe di lana e lino che sembrano uscite da un viaggio nel tempo.

Il mugnaio che macina con l’antica macina di pietra i semi di frumento per farne il pane; la tessitrice che con il suo telaio crea stoffe coloratissime; l’erborista che vende erbe, semi per infusi taumaturgici.

Il meraviglioso ed unico banco del “cacciatore di draghi” dove si possono rimirare fantastici amuleti raccolti nei sui immaginifici viaggi per le vie delle terre di mezzo.

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C’è inoltre il banco del maestro d’archi che realizza archi in legno di tasso, capaci di trafiggere le corazze dei draghi, ed infine il banco del pellicciaio.  Quest’ultimo, unico nel suo genere  è nato una decina d’anni fa dalla collaborazione con l’Istituto conciario “Galilei“ di Arzignano, grazie alla sensibilità dell’allora dirigente scolastico e proseguita poi con l’attuale dott.ssa Carla Vertuani.

Ma grazie alla disponibilità del professore Antonio Fabris oggi possiamo disporre di una vasta raccolta di pelli, da lui stesso conciate artigianalmente secondo le tecniche in uso nel passato e integrate con moderne tecnologie.

Le pellicce di cui disponiamo sono ricavate a scopo didattico da selezioni e non frutto di caccia, da animali autoctoni, rappresentative della fauna selvatica un tempo presente (caprioli, camosci, stambecchi, puzzole, cervi, daini, cinghiali, volpi, faine, tassi,) e quelle degli animali allevati (pecore, capre, vacche, conigli). Lavorate dal prof. Fabris in prevalenza con l’antica tecnica dell’allume di rocca.

Altra curiosità che desta molto interesse sono le pergamene di pecora, di capra e di cavallo che noi usiamo in particolare per rinforzare i nostri archi e per realizzare le pelli dei nostri tamburi

 Un ulteriore banco in via di perfezionamento, sempre grazie ad  Antonio è  quello del   cuoiaio che usa pelli di vacca, conciate secondo la tradizione antica “alla vegetale”, con tannini vegetali (derivati da castagno e altre essenze ) .

Le stesse pelli poi sono utilizzate dal calzolaio che ne ricava cinture, borse, scarselle e borselli, tagliando e cucendo a mano, con grossi aghi e antico filo di canapa o lino.

Questo siamo noi e questo è il frutto di un impegno costante che ha visto più persone succedersi nel tempo e alle quali vanno i nostri ringraziamenti.