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Analogamente per quanto detto su tamburini e sbandieratori, anche il suono delle trombe rivestiva un ruolo importante non solo nella vita civile ma anche in quella militare nel periodo
tardomedievale.
I trombettieri ufficiali, scelti dopo accurata selezione, erano sempre presenti in occasione di festività o eventi di una certa importanza. I loro squilli richiamavano l'attenzione del popolo in occasione di celebrazioni solenni quali investiture, discorsi del doge, arrivo di delegazioni straniere, ecc. Ma non mancavano di aprire e accompagnare cortei o feste popolari proprio perchè il loro suono, così forte e limpido era in grado di convogliare l'attenzione dei presenti sull'evento stesso conferendo ad esso una certa dose di ufficialità.

Durante le battaglie erano spesso presenti gruppi di trombettieri che ovviamente trovavano posto nelle retrovie, ben coperti da cavalieri e fanti. Ricevevano l'ordine di suonare direttamente dagli ufficiali e il loro squillare permetteva di impartire ordini ai soldati che combattevano sul campo informandoli di un ripiegamento, un'avanzata laterale o nel peggiore dei casi di una imminente ritirata.
La tromba è lo strumento di concezione più semplice in uso nel tardo medioevo e primo rinascimento: infatti consta semplicemente di un tubo di metallo (ottone, argento o anche oro), molto più raramente di legno, di circa due metri di lunghezza, cilindrico fino a 30 cm ca. dalla campana e munito di bocchino. Il tubo può essere ripiegato su se stesso nei vari modi, o anche presentarsi completamente diritto. La tecnica di emissione della tromba si basa sullo sfruttamento degli armonici naturali propri dei tubi sonori: il suonatore, facendo vibrare le labbra nel bocchino, «cerca» le note sulle quali il tubo naturalmente risuona. Nel registro basso gli armonici sono molto distanti tra loro, per avvicinarsi poi a poco a poco, sino a formare, nel registro acuto, un'intera scala diatonica con qualche semitono cromatico.
La tromba naturale ha una storia secolare, perché, salvo modifiche non decisive, fu usata dal Medioevo (che l'aveva a sua volta ereditata dall'antichità) fino a tutto il periodo barocco. Cambiarono semmai le tecniche e l'estetica dello strumento, nonché le occasioni di utilizzazione.
Le trombe italiane erano rinforzate da cordicelle che serravano i tubi paralleli presso il bocchino ed erano sempre munite di stendardi, che generalmente rappresentavano le armi del signore. Questi stendardi erano appesi a due appositi anelli ben visibili nell'illustrazione di Virdung. Infatti fino a tutto il XVI sec. le fanfare furono soprattutto l'immagine del potere, concetto che il Medioevo ereditò dalla simbologia orientale; per questo motivo l'estetica delle trombe era molto curata, più di quella di qualsiasi altro strumento. L'archivio di casa d'Este riporta al riguardo interessanti testimonianze risalenti alla prima metà del '400.
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