Frati e Popolani
Non c’erano molti imprevisti nella vita di un monaco medievale. Era scandita da norme severe stabilite dall’ordine monastico di cui faceva parte ma che gli garantivano però anche qualche privilegio rispetto al resto della popolazione come quello di mangiare due volte al giorno, di leggere, di scrivere e di studiare. 

La giornata di un monaco prevedeva ampi momenti di preghiera sia di giorno che di notte accompagnati anche da un duro lavoro sui campi, dove oltre a frutta e verdura si coltivavano anche erbe medicinali, dall’accoglienza a pellegrini e nobili ospiti del monastero e dall’amministrazione delle terre e dei beni che appartenevano al monastero stesso e da cui dipendeva la sua sopravvivenza.
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I monaci medievali hanno avuto un ruolo determinante in campo culturale. E' grazie a loro infatti, ed in particolare ai monaci detti amanuensi, che oggi possiamo disporre di copie di testi e trattati antichi: si preoccupavano di trascriverli e ricopiarli in modo da sconfiggere così l'usura del tempo. 
I monaci dormivano dalle otto di sera alle due di notte, quando si alzavano per il mattutino. Lavoravano dalle 4,30 alle sette del mattino pranzavano alle undici, poi tornavano al lavoro dalle due del pomeriggio alle sei e cenavano verso le sette. Il resto della giornata era dedicata alla preghiera ed alle pratiche religiose. 
Non mangiavano carne, tranne quella dei volatili, ma pesce, cereali e verdure. 

Fra gli ordini più conosciuti in tutto il mondo vi è quello dei Francescani, fondato nel 1210 da san Francesco d'Assisi. 

I frati di quest’ordine indossano tonaca marrone, cappuccio, sandali e cordone. E proprio dell'ordine francescano è un esponente il nostro frate Vincenzo, bonario e simpatico monaco che girando tra i banchi dispensa benedizioni agli spettatori.

Meno gradite sono invece le visite dei mendicanti che, nascondendosi dietro la maschera da pellegrini, si avvicinano furtivi agli artigiani cercando di far scivolare nell'ampia borsa che portano a tracolla qualche oggetto prezioso, una manciata di monete o, mal che vada, qualcosa da mettere sotto i denti.

Ma sono proprio queste figure così caratteristiche a dare brio alla vita del mercato o dell'accampamento: seguendo le loro gesta sarà più facile respirare l'affascinante atmosfera di parecchi secoli fa.